L’emicrania è una patologia complessa e multifattoriale di cui soffre circa il 12% della popolazione italiana (8 milioni di persone), per la maggior parte donne, con ricadute spesso importanti sia sulla qualità di vita che sull’attività lavorativa. Il suo impatto socio-economico è infatti molto importante, con una spesa media annua di 2 mila e 600 euro a paziente, dei quali il 5% arriva a perdere più di 5 giorni lavorativi al mese. Una patologia che un Ddl approvato nel 2020 al Senato dovrebbe trasformare in malattia sociale, favorendo la sperimentazione di metodi innovativi per contrastarne i danni per la salute, ma che rischia di restare inapplicato in quanto mancano i decreti attuativi della legge. Di questi temi si parlerà nel corso del convegno, Patrocinato dalla Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, dal titolo Emicrania. Presa in carico del paziente in Regione Lazio: confronto multi-stakeholder e prospettive future che si terrà oggi a partire dalle 15 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Il dibattito 

Il dibattito sarà introdotto dai saluti istituzionali di Marco Elefanti (direttore generale Fondazione Policlinico universitario Gemelli), Antonio Gasbarrini (preside della facoltà di medicina e chirurgia “A. Gemelli” Università Cattolica del Sacro Cuore), Andrea Cambieri (direttore sanitario Fondazione Policlinico universitario “A. Gemelli”), Arturo Cavaliere (presidente Sifo). A seguire gli interventi di Marcello Pani (direttore Uoc farmacia Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”) e Claudio Pisanelli (Uoc farmacia ospedaliera e logistica del farmaco Asl Roma 1) che insieme a Fulvio Ferrante (direttore dipartimento diagnostica e assistenza farmaceutica Asl Frosinone) sono i responsabili scientifici dell’evento. Dopo gli approfondimenti scientifici degli esperti di patologia sarà la volta del dialogo parlamentare sul riconoscimento dell’emicrania come malattia sociale con gli onorevoli Arianna LazzariniChiara ColosimoRodolfo Lena e Antonello Aurigemma. Tra le relazioni previste quella del professor Francesco Saverio Mennini (direttore EEHTHA del CEIS facoltà̀ di economia, Università̀ di Roma Tor Vergata) che tratterà gli aspetti socioeconomici dell’emicrania. Concluderà il convegno la tavola rotonda dei direttori di farmacia ospedaliera dal titolo Stato attuale e prospettive future per la presa in carico del paziente cefalalgico in Regione Lazio. L’ incontro si propone di creare un momento di dialogo, confronto e condivisione tra i diversi stakeholders del nostro sistema sanitario con l’obiettivo di fare il punto sulle attività implementate nella Regione Lazio, relative alle cure e alla risposta agli unmet need per garantire la migliore presa in carico dei pazienti cefalalgici. 

I dati

Il costo medio annuo per ogni singolo paziente in Europa è pari a 1.222 euro, con costi indiretti (assenteismo e ridotta produttività) di gran lunga superiori a quelli diretti (visite mediche, accertamenti clinici, farmaci). L’Italia, al pari di Francia, Germania e Spagna presenta costi diretti ed indiretti pari a circa 20 miliardi di euro all’anno. Esistono poi costi intangibili, di natura psicosociale e riconducibili al dolore, all’ansia e all’impatto emotivo che la malattia provoca all’individuo affetto, che possono essere aggravati da accertamenti inappropriati, diagnosi e trattamento tardivo della patologia.