Via libera al bilancio di previsione 2022 dell’Università di Trento. L’approvazione è stata data oggi dal Consiglio di amministrazione dell’ateneo riunito in seduta ordinaria a Palazzo Sardagna. Il documento discusso e approvato, oltre alla previsione per il prossimo anno contiene anche il bilancio di previsione triennale 2022-2024 e i prospetti di riclassificazione previsti dai decreti ministeriali relativi ai principi contabili e agli schemi di bilancio in contabilità economico-patrimoniale per le università. Il Consiglio di amministrazione ha confermato lo stato di buona salute dei conti dell’Università di Trento, frutto anche di una gestione oculata delle risorse. Tuttavia, nella discussione in chiusura di seduta, è stata espressa forte preoccupazione per la situazione che potrebbe configurarsi invece nei prossimi anni. L’evoluzione dei costi di struttura necessari al buon andamento dell’Ateneo mostra una costante crescita che è destinata a consolidarsi, a fronte però di un quadro sostanzialmente invariato dei contributi provinciali al funzionamento. Una situazione di potenziale squilibrio che potrebbe portare in futuro a condizionare le scelte strategiche di ateneo.

Conto economico

Il conto economico previsionale per il 2022, garantisce l’equilibrio sulla cifra di 265 milioni di euro, prevedendo l’utilizzo di riserve di patrimonio netto per 21 milioni. Il pareggio di bilancio è garantito tramite l’utilizzo di 3 milioni di riserve vincolate e di 17 milioni, da patrimonio netto non vincolato. Il ricorso a patrimonio netto non vincolato permette, tra l’altro, la riassegnazione di risorse non utilizzate nel corso del 2021 (8 milioni). Alcune attività sono state differite o sospese a causa dell’emergenza epidemiologica, mentre nel frattempo alcuni interventi adottati urgentemente causa Covid sono diventati strutturali. Per quanto riguarda il piano degli investimenti, per il 2022 sono stati stanziati 57 milioni complessivi.

 
Edilizia universitaria

In attesa del confronto tra i vertici della Provincia e di UniTrento per una ridefinizione del piano edilizio, si è tenuto conto delle sole iniziative già approvate, prevendendo per il prossimo esercizio uno stanziamento da 12 milioni. In particolare, proseguono i lavori per il compendio Manifattura Tabacchi a Rovereto; per la realizzazione di una struttura a due piani per aule didattiche, laboratori e uffici nel compendio immobiliare di ingegneria a Mesiano; per la ridistribuzione dei locali e per la realizzazione di nuovi spazi per la didattica e laboratori di ricerca del nuovo polo scientifico; per interventi di redistribuzione degli spazi interni nel compendio di economia; per la realizzazione di nuove aule all’ex CTE e per interventi di riqualificazione e ristrutturazione a Palazzo Sardagna. Tutti questi interventi saranno realizzati con contributi in conto capitale da parte della Provincia autonoma di Trento. Sempre per la voce investimenti, sono previsti l’acquisizione del compendio Residenze S. Margherita da destinare ad alloggi studenteschi e l’acquisto del terreno area “ex Italcementi” a Piedicastello-Trento, che, grazie anche al cofinanziamento già approvato dal ministero dell’Università, verrà destinato anch’esso a residenze studentesche. Un investimento complessivo di 6,8 milioni è previsto anche per attrezzature scientifiche, impianti e immobilizzazioni materiali, finanziati principalmente dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del bando ministeriale “Dipartimenti di eccellenza” (1,9 milioni), dalla Provincia autonoma di Trento con la quota premiale (1 milione) e dal ministero nell’ambito del Fondo per l’emergenza Covid 2019 (0,7 milioni). Questo finanziamento servirà al potenziamento delle dotazioni infrastrutturali a sostegno delle varie attività di ricerca e di didattica condotte dai dipartimenti dell’Ateneo.


Ricavi

I rapporti con la Provincia autonoma di Trento sono regolati dall’atto di indirizzo per l’Università e la ricerca 2020-2022. I trasferimenti da parte della Provincia autonoma di Trento, sulla base dell’impegno assunto con il ministero dell’Economia e delle Finanze ed espostitra i contributi in conto esercizio, ammontano a 116 milioni. Sono ripartiti fra una quota base (111 milioni) destinata a dare continuità alle attività già in essere e una quota programmatica (0,4 milioni) assegnata per il finanziamento di specifici programmi di sviluppo definiti in precedenza. Fanno parte di questa voce anche i residui di anni precedenti (2,7 milioni) riferiti ad iniziative progettuali di interesse comune non ancora ultimate e una quota premiale da destinare ad attività innovative e strategiche di ateneo (1,9 milioni).
Per quanto attiene i ricavi propri, anche quest’anno si conferma la capacità dell’ateneo trentino di attrarre e finanziamenti per la ricerca da bandi competitivi (55,3 milioni). Le voci più consistenti riguardano i finanziamenti da parte dell’Unione europea, in particolare con i progetti Horizon 2020, EIT e Erasmus (25,4 milioni) e dal ministero dell’Università e della Ricerca (19,6 milioni), soprattutto per le iniziative legate al Bando “Dipartimenti di eccellenza” e ai progetti di rilevante interesse nazionale (Prin 2017). Significativi anche i proventi derivanti da ricerche commissionate e da trasferimento tecnologico per 5,4 milioni e la contribuzione studentesca per 19,3 milioni.

Costi

Per quanto attiene ai costi, le spese per il personale strutturato di ateneo, al netto dell’Irap, sono di 67,6 milioni per il personale docente, di 1,9 milioni per il personale esperto linguistico e di 32,9 milioni per quello tecnico amministrativo. Gli stessi sono stimati nel rispetto dei vincoli stabiliti dal patto di stabilità e dalla normativa vigente. Per quanto riguarda le altre voci a bilancio, le spese per interventi a favore di studenti e studentesse, al netto dell’Irap, ammontano a 23,4 milioni, di cui 12,8 milioni a favore dei dottorati di ricerca e 10,6 milioni a favore della comunità studentesca per il finanziamento di borse di studio volte, principalmente, a promuovere e valorizzare la mobilità internazionale e di altri servizi. Tra le risorse previste a budget per il 2022, 3 milioni sono destinati alla conclusione di alcune iniziative per il supporto alla ricerca scientifica e all’inserimento di giovani ricercatori e ricercatrici previste dal Piano strategico di ateneo per il quinquennio 2017-2021. È inoltre in fase di definizione il piano strategico di ateneo per il quinquennio 2022-2027, che sarà approvato verosimilmente entro la primavera 2022, e che rappresenterà il quadro di riferimento per orientare le azioni che ciascuna struttura accademica e gestionale sarà chiamata a sviluppare e articolare secondo le diverse missioni e sensibilità disciplinari, le proprie criticità e la propria strategia di sviluppo.

Pnrr

Nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, integrato con i fondi REACT-EU, sono stati stanziati investimenti per università, istituzioni AFAM, ricerca fondamentale e applicata, per i processi di innovazione e trasferimento tecnologico previsti nella Missione 4 “Istruzione e ricerca”. In aggiunta il MUR ha già attivato e attiverà ulteriori iniziative di formazione, ricerca e innovazione a valere su risorse del bilancio nazionale e del Piano complementare al Pnrr. Tale quadro di risorse pubbliche destinate al mondo dell’alta formazione e alla ricerca è volto a stimolare, fra l’altro, il potenziamento e la creazione di Centri di ricerca ed ecosistemi dell’innovazione, progetti di ricerca collaborativi e partenariati di università e centri di ricerca. Si tratta di una partita ancora aperta: al  momento, infatti, non si conoscono ancora le ricadute effettive che potrebbero riguardare l’Università di Trento, così come gli altri atenei italiani, per quanto riguarda le opportunità di finanziamento. Per questa ragione ogni stima degli effetti economici e patrimoniali legati al Pnrr sarà valutata in sede di assestamento di bilancio previsionale 2022.