Gli esercizi 2014-’20 dell’Agenzia nazionale per i giovani chiudono tutti in avanzo con valori contenuti che oscillano dai 52.203 euro del 2014 a 362.297 euro del 2018, per tornare a 22.213 nel 2019. E’ quanto emerge dall’indagine su “L’Agenzia nazionale per i giovani. Profili programmatici e gestionali”, approvata con delibera n. 18/2021/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, che ha analizzato l’attività svolta nel periodo 2014-2020 dall’Agenzia, istituita per l’attuazione del programma “Gioventù in azione” (Youth in action 2006-2013) e successivamente di Erasmus+ (2014-2020), oggi alla sua seconda edizione (2021-2027).

L’istruttoria

L’arco temporale interessato dall’istruttoria ha permesso di raccogliere ampio materiale relativo all’attività condotta per l’intera durata del Programma Erasmus+ (2014-2020), nonché il monitoraggio delle modifiche medio tempore intervenute all’interno dell’Agenzia, sia a livello organizzativo che funzionale. A tal proposito, è stato possibile osservare come, a fronte di un aumento del numero di competenze istituzionali affidate all’Agenzia dalla vigente disciplina tanto nazionale quanto euro-unitaria, con conseguente incremento dei fondi gestiti, passati dagli originari 7 milioni di euro agli oltre 30 milioni attuali, le risorse umane assegnate si siano via via ridotte provocando ridimensionamenti della struttura organizzativa. A tale problematica ha posto rimedio la legge di bilancio 2021, autorizzando l’assunzione di 21 unità di personale a tempo indeterminato in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali dell’Agenzia, stanziando un incremento di spesa per la copertura dei relativi oneri.

Obiettivi strategici

In termini organizzativi e di controllo della gestione, la magistratura contabile ha rilevato una molteplicità crescente degli obiettivi strategici, alla quale non è corrisposta un’adeguata articolazione di quelli gestionali ed un’efficace individuazione degli indicatori di risultato. Per quanto riguarda specificatamente la spendita delle risorse nazionali, sono emersi ritardi rispetto alle tempistiche previste dalla vigente disciplina: a fronte dell’adozione, da effettuare fisiologicamente entro l’inizio dell’anno, del decreto di riparto del Fondo per le politiche giovanili, propedeutica alla stipula con la presidenza del Consiglio dei ministri delle annuali Convenzioni, queste ultime sono intervenute in più occasioni tardivamente. Peraltro, tale criticità, alla luce dei dati degli ultimi due anni, appare in via di soluzione. La Corte, infine, auspica che alla riorganizzazione dell’Ente si accompagni l’attesa riforma statutaria e regolamentare, finalizzata ad aggiornare l’impianto regolatorio dell’Agenzia alle novità nel frattempo intervenute, soprattutto in ambito comunitario, ma anche a livello nazionale, in materia contabile, negoziale e di gestione del personale.