Il Congresso ICAR 2021 è il primo appuntamento in presenza per quanto riguarda un evento nazionale sull’HIV e proprio in quanto tale ha pssato sotto la lente d’ingrandimento di entrambi i virus, Sars-CoV-2 e HIV, proponendo un rinnovato impegno nella lotta al virus che impegna da ormai 40 anni gli infettivologi. “La pandemia ha pesantemente intaccato gli standard of care di tutte le patologie croniche e l’HIV non ha fatto eccezione – ha evidenziato la professoressa Cristina Mussini, co presidente del congresso –. Il Covid ha avuto un impatto sugli ambulatori, sulla prevenzione, sull’aderenza terapeutica, ma anche sulla qualità della vita, perché le persone con infezione da HIV sono tra coloro che hanno avuto più paura di essere infettate dal Sars-cov-2, si sono ancor più chiuse in casa, con un ulteriore peggioramento nella qualità di vita. Diventa così prioritario riportare l’attenzione sull’HIV: negli ultimi anni la scienza ha compiuto passi enormi, cronicizzando il virus grazie alla terapia antiretrovirale che continua ad essere foriera di novità come ai nuovi farmaci long-acting.. Tuttavia, l’HIV resta una emergenza a livello mondiale: sono circa 37 milioni i soggetti colpiti; ogni giorno 5500 nuove donne vengono infettate. Gli studi sull’HIV vanno avanti da 30 anni ed è un settore sempre in grande fermento: per questo sarà fondamentale un confronto tra i diversi attori che vengono uniti da ICAR”.

Per la video intervista: https://youtu.be/fzfSq-9wGOc