Dal campo al business. Dopo la pandemia serviranno manager capaci di rendere più competitivi i prodotti della filiera agroalimentare. Parte da questo concetto il nuovo corso di laurea, interamente in inglese, creato dall’Università di Trento. Venticinque posti, già a partire dal prossimo anno accademico. “Il corso di laurea magistrale in agrifood innovation management è unico nel suo genere – spiega la professoressa Ilaria Pertot, direttrice del centro agricoltura e ambiente dell’ateneo trentino – e permette di diventare manager dell’innovazione agroalimentare. Già prima dell’emergenza Covid-19, gli stakeholders avevano manifestato bisogno di nuove figure sia per favorire l’innovazione nel settore agroalimentare, sia per far fronte al ricambio generazionale nelle aziende italiane. C’è una grande necessità di figure professionali che sappiano innanzitutto adottare le strategie più opportune per un’innovazione della filiera in considerazione anche di aspetti sociali ed etici e di cambiamenti indotti dalla pandemia. Tutto ciò è richiesto nel processo di innovazione di prodotto: vogliamo introdurre il valore dell’armonia, passo obbligato per quelle aziende che hanno più attenzione al contesto internazionale. L’Università darà il proprio contributo per gestire e innovare le imprese agrarie, dalla scelta delle colture alle tecnologie di produzione e trasformazione fino al marketing”.
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