Martedì 1 dicembre si celebrerà la 34esima Giornata Mondiale contro l’AIDS, in un clima inedito per persistenza della pandemia di Covid-19. Lo stesso AIDS si è configurato come una pandemia che ancora non può dirsi superata, sebbene gli straordinari progressi scientifici degli ultimi anni abbiano trasformato l’infezione da HIV in una patologia cronica. Ma sono trascorsi 40 anni rispetto ai pochi mesi dall’insorgere del Sars Cov-2. L’HIV oggi si può controllare, garantendo al paziente una qualità di vita molto simile al resto della popolazione, e si può ridurre la viremia fino ad azzerarne il rischio contagio. Restano però aperte numerose questioni su cui bisogna ancora lavorare. Anzitutto, diversi studi hanno dimostrato una maggior frequenza di alcune patologie non infettive, legate normalmente all’invecchiamento, quali ad esempio le malattie cardiovascolari, per le quali il rischio è quasi il doppio nelle persone con infezione da HIV. Risultati raggiunti e nuove frontiere della ricerca sono stati al centro del Progetto Istituzionale “HIV e AIDS al tempo della pandemia”, promosso da SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, organizzato da Aristea con il contributo non condizionato di Gilead Sciences. A moderare la maratona, i giornalisti di Focus Medicina TV, Daniel Della Seta e il direttore di Medicina 24, Luca Borghi.

A questo link, potrete vedere tutta la Tavola Rotonda: https://youtu.be/Sr0E3IbI-9U