Per chiunque controllare i denti, prevenire dolori o infezioni è una routine. Per le persone con malattie neuromuscolari, invece, anche queste azioni quotidiane diventano una sfida: aprire la bocca può essere difficile, la gestione della saliva rischiosa e perfino procedure semplici dolorose o impossibili. Da questa consapevolezza nasce “NeMO è ORO”, il progetto avviato ad aprile 2025 e giunto alla restituzione dei primi risultati. Promosso dal Centro Clinico NeMO di Milano e dall’ospedale Niguarda, con il supporto di UILDM, Famiglie Sma, Aisla, Parent Project e ASAMSI, il progetto affronta un ambito di cura ad alta complessità e punta a trasformare ciò che oggi è eccezione in una pratica normale, sicura e accessibile per tutti i pazienti. La progressione della malattia rende spesso difficili anche le cure più semplici, con ricadute su nutrizione, respirazione e benessere generale.
La prevenzione
“Perché un centro di neuroriabilitazione si occupa anche di bocca e denti? – spiega Valeria Sansone, direttore clinico e scientifico del Centro Clinico NeMO –. La salute orale è strettamente legata alla prevenzione delle infezioni e al benessere complessivo delle persone con malattie neuromuscolari. Dimostrare che è possibile intervenire in sicurezza significa consolidare un approccio clinico fondato su evidenze, trasferibile nella pratica e utile a centri, professionisti e famiglie, con un impatto concreto sulla qualità della vita”. Nei primi nove mesi di attività, 83 persone sono state prese in carico: 43 con Sla, 25 con distrofie muscolari e 14 con Sma, tra bambini e adulti, dimostrando che anche in contesti complessi la salute orale può essere integrata nei percorsi di cura. Il progetto si basa su un modello multidisciplinare che mette insieme neurologi, fisiatri, infermieri, terapisti e odontoiatri. “Solo lavorando in squadra si può rispondere concretamente ai bisogni delle persone più fragili – spiega Gabriele Canzi, responsabile della chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale Niguarda -. Sinergie tra grandi ospedali e presidi specializzati permettono di affrontare situazioni complesse in modo sostenibile”.