Una spedizione del Muse di Trento ha posto le basi in Groenlandia orientale per un nuovo progetto di ricerca bio-culturale che integra archeologia, storia ambientale e scienze naturali. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con The Red House Greenland Foundation e si fonda su un approccio all’indagine scientifica partecipativo e decoloniale, sviluppato insieme alle comunità locali dell’area di Tasiilaq. Al centro del progetto c’è la valorizzazione condivisa, dal punto di vista scientifico e culturale, di un antico insediamento invernale Inuit. La richiesta è arrivata al Muse attraverso The Red House Greenland Foundation, fondazione istituita dall’esploratore altoatesino Robert Peroni che ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita della popolazione locale, mediante lo sviluppo di progettualità condivise come l’attivazione di micro-economie basate sulla conoscenza e la tutela del patrimonio naturale e culturale. Nello specifico è stato chiesto al museo di valutare la possibilità di avviare un progetto di ricerca e valorizzazione storico-archeologica del promontorio di Ittimiini, nei pressi di Tasiilaq, dove sono conservati i resti di un antico insediamento invernale Inuit.

Le trasformazioni dei cambiamenti climatici

“Il Muse è da tempo impegnato in progetti di ricerca in alta montagna, con particolare attenzione alle trasformazioni innescate dai rapidi cambiamenti climatici in corso – ha spiegato il direttore Massimo Bernardi -. In anni recenti abbiamo inoltre sviluppato maggiori competenze rispetto alla scienza partecipata, a partire dallo sviluppo delle domande di ricerca assieme le comunità locali. È un modo di concepire la scienza in senso territoriale, privilegiando la diretta utilità pubblica, che adottiamo sulle Alpi, dove operiamo quotidianamente, così come alle alte latitudini, sistemi eco-sociali che per molti aspetti mostrano importanti analogie”. L’approccio di ricerca interdisciplinare integra prospettive storico-archeologiche e di storia ambientale in una cornice bio-culturale, con particolare attenzione all’evoluzione del rapporto tra ambiente e società. L’indagine preliminare si è concentrata in particolare sull’interesse della comunità per la ricostruzione della storia dell’insediamento di Ittimiini e sull’analisi dell’evoluzione del rapporto tra ambiente e società. Attraverso studi preparatori, interviste e ricognizioni sul campo è stato possibile esplorare come il passaggio dal nomadismo alla sedentarietà, insieme ai recenti cambiamenti socio-economici e ambientali, stia riconfigurando le relazioni tra comunità e territorio. La missione ha permesso di raccogliere indicazioni metodologiche per lo sviluppo di un progetto di ricerca bio-culturale di ampio respiro che verrà sviluppato con la comunità locale, per rispondere a un interesse reale. In particolare, la componente anziana e adulta della comunità considera urgente la riconnessione con il proprio passato come strumento per rafforzare l’identità culturale e trasmettere conoscenze alle nuove generazioni, anche come forma di riconciliazione con i traumi del periodo coloniale.