Troppi schermi, troppe connessioni, poco tempo davvero insieme. Nell’era dell’iper-digitalizzazione, gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù riportano l’attenzione su un gesto semplice ma fondamentale: giocare con i figli. Un giocattolo ben scelto, spiegano gli specialisti, può diventare un’occasione preziosa per sostenere uno sviluppo sano, sicuro e sereno. “Il vero regalo di Natale è il tempo passato insieme – sottolinea Deny Menghini, responsabile della psicologia dell’ospedale -. Il gioco è linguaggio, apprendimento, regolazione emotiva. E tutto questo avviene al meglio se vissuto insieme». Un invito a privilegiare attività che stimolino creatività e relazione, riducendo l’uso degli schermi come sostituto della presenza adulta. Anche un regalo molto semplice – un mazzo di carte, un gioco da tavolo classico, una palla, un libro illustrato o materiali per disegnare e creare – può diventare prezioso se accompagnato dalla presenza e dalla partecipazione dell’adulto.

Il valore della condivisione

Il valore di un giocattolo non sta nell’oggetto in sé, ma nell’esperienza che rende possibile: un tempo condiviso che nutre la fantasia, sostiene lo sviluppo e rafforza il legame emotivo tra adulto e bambino. In un’epoca in cui l’iper-digitalizzazione rischia di trasformare lo schermo nell’interlocutore principale, il gioco “fisico” e partecipato diventa un antidoto prezioso, perché permette al bambino di muoversi, inventare, immaginare e soprattutto interagire con chi gli sta accanto. L’età indicata sulla confezione è un riferimento utile, ma ciò che conta davvero è che il gioco lasci libertà di esplorare e crescere. Senza etichette e senza stereotipi: i bambini non dividono i giochi in “da maschio” o “da femmina”, e lasciarli sperimentare liberamente sostiene un’identità più sicura e naturale. Meglio pochi giochi di qualità, versatili e stimolanti, che molti oggetti poco significativi o rapidamente sostituiti da un uso passivo del digitale. Questo vale anche per i regali di Natale: non è necessario che siano costosi o molto strutturati. Una scatola di costruzioni semplice, qualche personaggio per inventare storie, un puzzle, materiali per attività manuali o anche “buoni tempo” fatti in casa (per una passeggiata al parco, una serata a leggere insieme, una partita in famiglia) possono offrire occasioni di gioco ricche e significative. Inventare, costruire, smontare, fingere: sono attività che favoriscono attenzione, regolazione emotiva e creatività, contrastando gli effetti dell’eccesso di schermi – irritabilità, isolamento, difficoltà di concentrazione – sempre più frequenti nei bambini. “Crescendo, i piccoli sentono il bisogno di confrontarsi con gli altri – spiega Menghini – l’adulto può accompagnarli verso giochi in cui è necessario attendere il proprio turno, rispettare quello dell’altro, collaborare per raggiungere il risultato, tollerare l’eventuale insuccesso e gestire l’entusiasmo per la vittoria senza sminuire l’altro, trasformando il tempo insieme in un vero allenamento alla relazione. Le mode non dovrebbero guidare la scelta: ciò che conta è che il gioco diventi un’occasione di presenza reciproca. Il messaggio degli psicologi è chiaro: non regalate ciò che avreste voluto da bambini, ma ciò che serve oggi ai vostri figli – e soprattutto regalategli voi stessi. Il tempo, l’ascolto e la disponibilità dell’adulto restano il dono più efficace per proteggerli dall’eccesso di digitale e sostenerne lo sviluppo armonioso”.