Si chiama BraDiPho ed è uno strumento innovativo che consente lo studio delle connessioni della materia bianca umana. Una mappa realistica che è stata messa a punto da un gruppo di lavoro che vede la collaborazione tra l’Università di Trento, l’azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, la Fondazione Bruno Kessler e le Università di Bordeaux e di Sherbrooke in Canada. I risultati, pubblicati su Nature Communications, riassumono un lavoro congiunto di più di cinque anni e presentano alla comunità scientifica un nuovo strumento che consente per la prima volta un’integrazione accurata tra dissezione ex-vivo e trattografia in-vivo, due tecniche complementari che finora non erano mai state integrate nello studio delle connessioni della sostanza bianca umana. Lo studio apre nuove frontiere per la neurochirurgia nel trattamento dei tumori cerebrali, nell’approccio alle patologie neurologiche degenerative e, in ambito neuro-riabilitativo, per valorizzare le potenzialità della plasticità cerebrale. “Il cervello umano è come un mondo e BraDiPho una mappa 3D che consente di individuare le autostrade delle funzioni cerebrali, di orientarsi con precisione nel preparare interventi neurochirurgici o nello studio e nell’insegnamento dell’anatomia neuronale – ha spiegato il professor Silvio Sarubbo del Centro interdipartimentale di scienze mediche e direttore dell’Unità operativa complessa di neurochirurgia dell’ospedale Santa Chiara di Trento -. Una guida nella ricerca sulla sostanza bianca, settore in cui Italia ed Europa sono leader, che apre nuove prospettive terapeutiche sia nel campo neuro-oncologico, sia nella neuromodulazione, riconosciuta come una delle nuove frontiere per il trattamento di varie patologie neurologiche e psichiatriche”.